I tessuti, da elementi di sfondo, si trasformarono in protagonisti assoluti.
Dalle loro pieghe Rosabianca trasse l’ispirazione per una serie di dipinti evocativi di stati d’animo, come suggeriscono i titoli stessi. Li definì “mappe mentali”, efficace sintesi della propria indagine interiore.
Realizzate negli anni Novanta, queste opere costituirono uno dei nuclei principali della sua ricerca pittorica e vennero presentate in un’importante mostra a Palazzo Pisani di Lonigo. L’esposizione venne documentata nel catalogo Artespecchio, in cui al testo critico si affiancò un contributo dello psichiatra Vittorino Andreoli, a sottolineare il dialogo tra rappresentazione visiva e dimensione psichica.
Titoli come Analisi e Nevrosi sono molto espliciti. Ma in tutte queste opere le increspature dei tessuti furono un pretesto per andare “oltre”, tanto che Rosabianca chiamò questo ciclo “Emozioni di stoffa”
- titolo “Nevrosi” 1990,
olio su tavola, cm 120×120 - titolo “Analisi” 1990,
olio su tavola, cm 120×120 - titolo “Abbraccio” 1991,
olio su tela, cm 170×115 - titolo “Convivenza” 1993,
olio su tela, cm 90×90 - titolo “Sipari”, acquaforte
- titolo “Esuberanza” 1993,
olio su tela, cm 90×90 - titolo “Stato d’animo” 1990,
olio su tela, cm 115×170









