Bianca, grande. La tela la voglio così: bianca e grande.
Mi affascina, mi emoziona, mi incuriosisce, mi provoca.
L’opera grande mi mette nelle condizioni di dovermi misurare con lei, è quasi un corpo a corpo, una progressiva conquista, un confronto con me stessa.

Così Rosabianca iniziava lo scritto più rappresentativo del suo pensiero.

Nel 1990 presentò in occasione di una mostra a Palazzo Lanfranchi a Pisa i primi due quadri taglia extra large (cm 240 × 180). Il soggetto era una cascata di uova proposta in due versioni di colore.
L’attrazione per le grandi dimensioni attraversò tutto il suo percorso artistico, incurante della quasi certa incommerciabilità che ne conseguiva, convinta come era che lo spiazzamento che la grandezza induceva nell’osservatore fosse un requisito molto importante.

Del resto nello stesso scritto osservava: «Fuori ci sono regole troppo spesso legate al mercato, che non rispettano l’“anima” delle cose».

La dimensione delle tele generalmente utilizzate da Rosabianca era già notevole (cm 120 × 180), ma in questa carrellata mostriamo i dipinti che lei definì “un corpo a corpo”, dipinti che raggiunsero la ragguardevole dimensione di cm 360 × 240 nell’opera “Percorsi verdi”.

  • titolo “Bombardamento di idee”, 1989
    olio su tela, cm 230×170
  • titolo “Il segreto”, 2001
    olio su tela, cm 180×240
  • titolo “Totem n. 1 e n. 2”, 2006
    olio su tela, cm 240×170
  • titolo “Vita interiore”, 2003
    olio su tela, cm 280×330
  • titolo “L’eredità”, 2014
    olio su tela, cm 180×360
  • titolo “Tensioni”, 1993
    olio su tela, cm 150×300
  • titolo “Percorsi verdi”, 2009
    olio su tela, cm 360×240
  • titolo “Lessico familiare”, 2010
    olio su tela, cm 130×130 (4 elementi)